
Biografia Loredana Bertè
Nata a Bagnara Calabra, Reggio Calabria, il 20 settembre del 1950,
a metà degli anni Sessanta si trasferisce a Roma, e al Piper,
la famosa discoteca capitolina ottiene, come Patty Pravo anni prima,
le prime scritture e incontra l'allora sconosciuto Renato Zero, con
cui instaura un importante sodalizio. In seguito, sempre con l'artista
romano, dà vita a spettacoli dove lei si esibisce dipingendosi
il corpo mentre Zero mima i contenuti dei disegni. Grazie a queste
esperienze entra a far parte della compagnia che realizza il musical
"Orfeo 9" di Tito Schipa jr che diveiene anche un film per
la tv e un disco ai quali lei partecipa.
Quindi Loredana viene chiamata dalla compagnia di Garinei e Giovannini
per la commedia musicale "Ciao Rudy", accanto ad Alberto
Lionello e Paola Borboni. Ma a suscitare scandalo è il musical
"Hair" in quanto gli interpreti si presentano in scena completamente
nudi. Proprio questa disavventura la porta verso la musica. È
il musicista americano Bill Conti (quello della colonna sonora di
Rocky e che aveva già partecipato a "Orfeo 9") a
spingerla a cantare.
Nel 1974 esce così il suo primo disco, "Streaking".
L'anno dopo il singolo "Sei bellissima", pur riscuotendo
un grande successo di vendite, viene boicottato per il testo troppo
audace.
Alla fine degli anni Settanta arriva il vero e proprio successo con
gli album "Tir" e "Bandabertè" trascinato
soprattutto dal singolo "E la luna bussò" di Ivano
Fossati. Nel 1982 vince il Festivalbar con "Non sono una signora".
Nel 1988 torna in riviera con una canzone di Tony Cicco, "Io".
Loredana, però, è costretta a rallentare la sua attività
perché troppo presa dal matrimonio con il tennista svedese
Björn Borg, dal quale poi si separa.
Negli anni Novanta pubblica altri album ma solo verso la fine del
decennio sembra riacchiappare la grande popolarità conosciuta
negli anni 80.
di Lucio Mazzi |
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| Loredana Bertè, Decisamente Loredana - 1998 |
“Ultimo
lavoro di Loredana prodotto da Nando Sepe. I brani contenuti sono:
portami con te, amici non ne ho, il mare d'inverno, ninna nanna ,
voglio di più, mi manchi, e la luna bussò, luna, zona
venerdì, ragazzo mio, sei bellissima, dedicato, petala, non
sono una signora, in alto mare (con Renato Zero), solitudini (inedito)”. |
| Loredana Bertè, Un pettirosso da combattimento -
1997 |
“Penso
che sia il più bello della mia carriera: canto spaccati di
vita personali, come una canzone che ho dedicato al mio amministratore
di condominio, che non combia proprio niente, al quale da due anni
mi rifiuto di pagare il dovuto perche a casa mia regna un casino...
rumore dalla mattina alla sera, sembra che stiano costruendo la Cappella
Sistina! E quindi mi sono sfogata con queste schegge di vita quotidiana;
sono molto autobiografica, troppo forse...” |
| Loredana Bertè, Bertex – Ingresso Libero -
1994 |
"Una
Loredana formato Bertex, parafrasi del leggendario eroe dei fumetti
Tex Willer disegnata da Giovanni Barca, fa bella mostra sulla copertina
del nuovo album "Ingresso libero", un lavoro che racchiude
tredici brani scelti prevalentemente tra i successi più significativi
del repertorio della cantante e registrati lo scorso dicembre in due
date, al Teatro Smeraldo di Milano e al Teatro Civico di Tortona.
Qualche titolo?: "Non sono una signora", "Sei Bellissima",
"Dedicato", "Il mare d’inverno", "E
la luna bussò". Due partecipazioni voceli importanti:
Mia Martini, con la quale duetta in "Stiamo come stiamo"
e Renato Zero che interviene in "Vaya con Dios". Giusto
dare anche risalto al notevole contributo della brava corista Aida
Cooper.
Il pezzo forte del disco è "Amici non ne ho", apprezzato
già nella scorsa edizione del Festival di Sanremo. Senza ombra
di dubbio, una delle migliori proposte, se non la migliore, dell’
intera rassegna. Un intenso testo autobiografico scritto dalla stessa
Bertè e sorretto da un eccellente arrangiamento… Dopo
alcune recenti e non troppo convincenti prove discografiche, Loredana
Bertè con questo nuovo lavoro, ritrova la grinta e la bravura
dei tempi migliori. In definitiva , un ritorno alla grande"
(Raro! N.41 ’94) |
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